Passa ai contenuti principali

Le trappole della manipolazione emotiva: L'ILLUSIONE

Come rispondere? Come difendersi? Come non cadere nel tranello?
Tralasciando ora i perchè e i per come del "cosa c'è sotto" a questo tipo di comportamento...
Tralasciando ora il consiglio di allontanarsi il più in fretta possibile da questo tipo di persona...
Che fare?
La rabbia si accumula dentro di voi e non trova via di sfogo.
Le domande e i perché si accumulano come scorie tossiche nella vostra psiche senza che troviate risposte e pace.
Rispondere vi farà probabilmente passare dalla "parte del torto", dopotutto non aspetta altro che reagiate e che giochiate la vostra parte e il ruolo che lui vi ha assegnato nel teatrino.
Non rispondere e trattenere la rabbia e le parole può essere altrettanto deleterio.
Cosa è successo?
Siete state ingenue?
Troppo buone?
Avete perdonato le prime offese alle prime scuse?
url
Le maglie del desiderio, della speranza, dell'illusione, di come avete immaginato l'altro e di chi credevate di conoscere vi riportano sempre al punto di partenza come in un gioco folle da cui non riuscite ad uscire? Avete pensato che l'altro dopotutto non è tutto cattivo, ci sono delle parti buone, non si può buttar via tutto, mandare tutto all'aria. Il tempo e le energie che avete investito in questa relazione...
Quanto può essere doloroso ammettere di aver sbagliato?
Capire che l'altro non è necessariamente come noi. Non è una questione di punti di vista.
Non è una questione di comunicazione.
Non è una questione di "in una coppia si è in due a far andare le cose".
La questione è sempre un'altra e voi non capite proprio. Se è capitato a voi, se questo succede proprio a voi forse finirete per credere di avere la vostra parte in questa cosa. Forse se scopriste cosa fare, come fare, per farlo contento, per non provocarlo più, per non fargli più saltare i nervi, ci dev'essere il modo per andare d'accordo, in fondo è così carino quando vuole. Forse dipende da voi? Forse dovete provarci ancora? Avere pazienza. Forse è solo un periodo e passerà.
manipolatore
NO.

Commenti

Post popolari in questo blog

Filira, Chirone e l'albero di Tiglio.

Se le porte della percezione fossero sgombrate,  tutto apparirebbe all'Uomo come è in realtà,  Infinito.  W. Blake Mi sono chiesta, rimuginando a lungo su questa fiaba, perchè la nostra Bella attende proprio sotto al tiglio? Non può essere un caso, perchè proprio quest'albero? Allora ho cercato possibili significati simbolici di quest'albero bellissimo. Avete presente? Fiori bianchi profumatissimi e foglie a forma di cuore. Innanzi tutto ho scoperto che il tiglio è una pianta molto longeva che può arrivare fino a mille anni d'età. Poi, nell'antica Grecia era considerato una pianta sacra ad Afrodite e per questo considerato il simbolo della femminilità. La mitologia greca racconta che Filiria, una ninfa figlia di Teti e Oceano, ebbe un figlio da Crono (Saturno), il centauro Chirone. Spaventata da un simile essere chiese al padre che le togliesse la vita ma questi la trasformò in una pianta di tiglio che da allora porta il suo nome (in greco la filira è i...

Il PROBLEMA della MAMMA DI CAPPUCCETTO

In questa fiaba abbiamo una mamma che ha un PROBLEMA. Un problema che è anche un PROGETTO. Problema e progetto, come fa notare Igor Sibaldi ( I confini del mondo - Storie e Dinamiche dell'iniziazione personale , 2015), vogliono dire la stessa cosa: pro-ballein e pro-iacere vogliono dire gettare avanti. Immaginiamo, come sembra dalla fiaba, che Cappuccetto sia cresciuta in un mondo tutto al femminile, con la mamma e la nonna. La mamma di Cappuccetto è consapevole che il mondo non è solo mamma e nonna. La bambina deve incontrare e conoscere le possibilità e le opportunità (per quanto potenzialmente   problematiche)   del "mondo-altro".  Possiamo dire che la mamma di Cappuccetto, mandandola nel bosco, da sola, un bosco infestato da lupi e pieno di taglialegna, spinge la figlia in una situazione quanto meno rischiosa, la getta avanti eccome! Possiamo ben immaginare che dopo questa bella spinta e tutto quel che ne conseguirà, alla fine della storia, quando l...

BIANCANEVE E ROSAROSSA

C’ era una volta una povera vedova che viveva in una piccola capanna e davanti alla capanna aveva un piccolo giardino con due rosai, uno portava rose bianche e l’altro rose rosse. E la donna aveva due bambine che somigliavano ai suoi piccoli rosai: l’una si chiamava Biancaneve, l’altra Rosarossa. Erano così buone, diligenti e laboriose come al mondo non se n’è mai viste, soltanto Biancaneve era più silenziosa e più dolce di Rosarossa. Rosarossa preferiva correre per campi e prati, coglier fiori e prendere farfalle; mentre Biancaneve se ne stava a casa con la mamma, l’aiutava nelle faccende domestiche o, se non c’era niente da fare, le leggeva qualcosa ad alta voce.   Le due bambine si amavano tanto che si prendevano per mano tutte le volte che uscivano insieme, e se Biancaneve diceva: “Non ci separeremo mai!”, rispondeva Rosarossa: “No mai, per tutta la vita!” e la madre aggiungeva: “Quel che è dell’una, dev’essere dell’altra.”  Una sera d'inverno, mentre se ne stavano tutt...