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Perchè è così difficile riconoscere e difendersi dalla violenza psicologica e la manipolazione emotiva

La violenza psicologica, all'interno di una relazione di coppia non è affatto facile da riconoscere per chi la subisce e per chi la esercita. Siccome è un processo graduale e che tende a crescere di intensità chi ne è protagonista può non rendersi conto, soprattutto all'inizio, di subire violenza o di essere violento. Parliamo di un tipo di violenza manipolatoria e insidiosa che mira ad una metodica e graduale distruzione dell'autostima dell'altro. 
Parlando di violenza psicologica voglio intendere: oppressione, umiliazione, derisione, aggressività verbale, offese, urla, critiche, svalutazione. I modi sono moltissimi. Una serie di comportamenti volti a limitare la libertà personale e individuale, a isolare socialmente l'altro, minando i rapporti con la sua famiglia e i suoi amici. Ricatto e minaccia e conseguenti paura e senso di colpa sono alcuni degli strumenti.
Dall'altra parte non c'è ammissione di colpa, almeno non esplicitata: spesso ci si nasconde dietro all'ironia: sono solo battute spiritose. Se è la donna ad esserne vittima: sta esagerando, è pazza, è un'isterica, è fragile, è debole, è permalosa, è instabile, è troppo emotiva, è fragile di nervi, è troppo sensibile. O semplicemente quello che lei dice non è vero, è frutto della sua fantasia. 

Spesso il tessuto sociale della donna, amici, familiari, vicini di casa e anche istituzioni posso colludere con questa minimizzazione del suo vissuto. Possono rimanere spiazzati e mettersi sulla difensiva, mettere in dubbio. Temi tipici sono: "bisogna ascoltare entrambe le campane!"... "in una coppia le colpe sono al 50 %!"... E poi "la donna tende sempre a fare la vittima, forse vuole attirare l'attenzione", forse è lei a provocarlo e soprattutto non è lei che si è messa in quella situazione comunque? No?" Eccolo lì... l'immancabile "se l'è cercata".

Questo mancato riconoscimento da parte del tessuto sociale della donna può essere dolorosissimo e accentuare la confusione della donna che già trova faticosissimo parlare e confidare la tragedia che vive, che è così difficile da spiegare e da raccontare. 




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